Si cambia.
C'e' chi rimane fermo ad aspettare, a guardare in giro senza fare nulla, a subire; e c'e' chi, con un po' piu' di coraggio, fa un passo, poi un altro, poi un altro ancora, e piano piano 'cambia'.
Cambia posizione e punto di vista, cambia aria, cambia la routine.
Ho fatto qualche passo ultimamente. Qualcuno lungo, qualche altro corto, ma ognuno mi ha allontanato da qualcosa e avvicinato a qualcos'altro.
Le mie scarpe erano vecchie, e logore. Ho cambiato scarpe.
Mi sono comprato un paio di Converse All Star nere con cuciture rosse, suola rossa, lacci bianchi.
Sono bellissime.
Con queste nuove scarpe, ieri, ho attraversato la soglia della mia nuova casa a St. Louis.
Quartiere "universitario", una piazza Bologna immersa nel verde profondo, con scoiattoli e uccellini, macchinone a passo d'uomo, e frotte di studenti ubriachi dalle 6 di pomeriggio.
Apro la porta, salgo poche scale e mi trovo in una enorme sala (ma enorme davvero!) ripiena di divani, qualche bicicletta (sistema antifurto molto in voga qui) e qualche porta. Un televisore, un Game Cube, Dvd, videoregistratore, narghile' (uno dei "roommate" e' egiziano).
A sinistra la cucina (meglio sorvolare...) a destra quello che in gergo viene chiamato CESSO (ma che non sono riuscito ancora a trovare sotto il nero accumulato negli anni) che dividero con l'egiziano.
Poi la mia camera.
Le mie scarpe pestano ripetutamente il suolo in parquet (sia lodato il Signore: niente moquette!!!) girando e rigirando attorno al letto matrimoniale, alla scrivania, all'armadio riordinando le mie cose. Dalla finestra alberi e il vialetto sotto casa. Da sopra strani rumori mi fanno capire che qualcuno si diverte (e molto!); nella stanza accanto, il mio coinquilino gapponese ansima dopo aver fatto flessioni e piegamenti sulle braccia, ed ora si rilassa in posizioni innaturali per "favorire lo scorrere dell'energia".
Si cambia.
Anche in Italia si cambia, anche tra i cattolici si cambia.
Si cambia Papa, ed anche se "morto un Papa se ne fa un'altro", Carol e' stato grande e sara' difficile ripetere questa frase con la solita leggerezza che la accompagna.
Non ho votato. Non ce l'ho fatta.
Ho scoperto che per votare avrei dovuto fare un viaggio di circa 5 ore ed arrivare a Chicago dove c'e' il Consolato. Non me la sono sentita. Non ho potuto contribuire alla disfatta del Biscione, in compenso sto cercando di educare qualche amico Italiano qui, e devo dire che, dopo aver visto gli USA e come questi nuovi fascisti sperano diventi la nostra bella Italia, e' molto piu' facile fare propaganda.
Come puo' essere considerato libero un paese dove i poliziotti, all'una in punto, accendono la luce di ogni fottuto locale e ti cacciano perche' e' tardi? Che liberta' e' non poter entrare in qualsiasi luogo dove vendono alcool o sigarette se non hai un documento valido che attesti che hai piu' di 21 anni (p.s. la carta d'identita' italiana non va bene! Questo perche' Berlusconi e Bush sono culo e camicia e si fidano uno dell'altro!). E' liberta' il non poter rimanere in strada a guardare le stelle, al parco, o in qualsiasi altro luogo pubblico dopo le tre di notte? Cosa diremmo noi se ci togliessero le passeggiate Romane che vanno avanti fino al mattino? Se ci avessero tolto il gusto delle prime sbornie al liceo? Quelle che ti insegnano quanto fa male svegliarsi col mal di testa il giorno dopo, quanto si soffre a vomitare anche l'anima.
Vabbe', vado a fare una passeggiata con le mie nuove scarpe nere!
A presto