mercoledì, maggio 17, 2006

Micro macchinine

Era una splendida macchinina rossa, quattro ruotine piccolissime ma che giravano veloci. Giocavo con quella macchinina per tutto il giorno. Correvo, tenendola in mano, facendole sorvolare, con la mia mente, montagne altissime, dolci declivi, mari e oceani, quasi potesse anche volare. Era un'auto pesante, in ferro, ma non perquesto il mio braccio si stancava mai nel sorreggierla. Qualche volta mi divertivo a vederla correre, da sola, su qualche discesa. Alle volte la perdevo addirittura, e la ritrovavo tra i giocattoli di qualcun'altro. Allora andavo li, e senza farmi vedere ne riprendevo possesso, ma l'altro lo sapeva sempre che quella macchinina era la mia e, se non la trovava più non si lamentava perchè sapeva che ero stato io e che, in fondo, era giusto così. Giocavamo sempre assieme io e la mia macchinina. Giochi nuovi e diversi, giochi segreti, giochi pericolosi, ma anche semplici corse sul terreno asfaltato, o magari sul tappeto di casa.
Giocavo con la mia macchinina ovunque e sempre con piacere.
Ma un giorno la mia macchinina si è rotta. Forse ci avevo giocato troppo. Forse non ero stato attento nel maneggiarla. Forse si sentiva più a suo agio nel secchio del detersivo di qualcun'altro (perchè tutti i bambini hanno avuto un secchio del detersivo dove tenere i giochi più importanti!). O forse, più semplicemente, si è stancata di giocare.
E allora ho lasciato la mia macchinina sulla porta perchè un bambino passi e la porti via accontentandosi di ciò che ho lasciato.

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