domenica, settembre 04, 2005

New Orleans

E' terribile aver camminato su strade che ormai sono fiumi, che non ci saranno più o che saranno completamente diverse da come le ho viste e le ricordo. Ho delle foto di quei luoghi, e molte le ho scattate solamente con gli occhi. Ho stampata in mente una notte magnifica, estiva, serena, vissuta dentro la casa del jazz, annusando l'alito europeo che respirava il quartiere francese, e vivendo le avventure dei battelli a vapore che solcavano il Missisipi river. Ora tutto è orrore e devastazione. Gli uomini restano animali e mantengono inalterato da 6 milioni di anni il loro spirito di sopravvivenza, ed ora per la vita uccidono, raziano, rubano. Non c'è civiltà, non c'è religione. La stessa tragedia è toccata alcuni mesi addietro a nazioni ben più povere, ed uno tsunami, in quel caso, ha distrutto intere nazioni, tremando dentro al cuore di tutto il mondo. La furia degli elementi ora si è ripresentata, e non me ne vogliano i primi, ma questa, a mio avviso, è una tragedia ancora più grande. Nella testa di tutti ora c'è l'idea che se una città importante e preparata come New Orleans è caduta inerme, Dio solo sa cosa potrebbe accadere a tutti gli altri, a tutti quelli che vivono all'ombra degli USA, a tutti quelli che credono fermamente che gli USA siano la vera potenza mondiale. Katrina è stata più tremenda di un ennesimo attentato. Ha scosso chiunque e tutti, ma veramente tutti, ora possiamo essere colpiti. Mia nonna non è più sicura a Collescipoli, o i miei non lo sono ad Ascoli perchè l'occhio del ciclone vede meglio di quello di un estremista. E' vero, in Italia non ci sono le condizioni perchè ciò avvenga, ma noi abbiamo terremoti, vulcani, inondazioni, valanghe. La natura, ancora una volta ci ha dimostrato che è padrona.
Auguro a tutti gli abitanti di New Orleans e dintorni di tornare ad una vita normale nel più breve tempo possibile: sono vicino a loro col cuore perchè un pezzo me lo rubarono laggiù, alla Preservation Hall, mentre un gruppo di afroamericani inneggiavano "when the saints go marching in"...

Roma 4 settembre 2005

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